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tanit

Registrato: 31/05/06 20:04 Messaggi: 2639 Residenza: Pantelleria
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Inviato: Ven Mag 16, 2008 7:50 am Oggetto: riciclo bioallegro |
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Visto che ci hanno scritto (chissàchi!!!)
E si parla di energie rinnovabili, energie alternative.
Ho pensato che era meglio parlarne in un posto tutto suo.
Ci ho pensato per un po', e mi sono detta che poteva essere argomento della corriera.
MIca è detto che non ci sia mai il secondo numero!
Iniziamo a raccogliere materiale idee.
Ho trovato quest'altro articolo sulla ricerca di energia "bioallegra"
Milano, 20 febbraio – Il Gruppo Waste Italia ha vinto la gara per la realizzazione di un termovalorizzatore da 54 MW di energia elettrica in Sicilia.
La società stima di produrre per il 2006 energia eolica per oltre 250 MW attraverso la costruzione del suo primo impianto eolico a Troia, in provincia di Foggia, mentre altre parchi eolici sono in fase di progettazione in Calabria, Sicilia e Sardegna. Le pale eoliche installate in Puglia produrranno 35 MW e la realizzazione è affidata a Daneco Windpower di cui ha acquistato il 49% delle quote il gruppo australiano Babcock and Brown Wind Partners, specializzato nella produzione di energia eolica e operante anche in Europa e Stati Uniti.
Nel settore fotovoltaico, il Gruppo si è posto l’obiettivo di arrivare, nel breve periodo ad una produzione di energia solare pari 10 MW. Un impianto da 500 kW, di cui si attende l’approvazione del progetto esecutivo dall’Enel, è previsto a Lecce, mentre altri due, da 1,5 MW ciascuno, sono in attesa dell’approvazione progettuale in Sicilia e in Piemonte. L’impegno del Gruppo a dare un contributo al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto, per cui si prevede in Italia una produzione di energia rinnovabile pari al 22% della domanda di elettricità entro il 2010, interessa anche la produzione elettrica da biomassa per cui ha presentato un progetto per erogare 20 MW di elettricità.
Waste Italia, attraverso Daneco, la società specializzata nell’impiantistica, fondata nel 1973, produce già da tempo energia da rifiuti attraverso la combustione del biogas. In particolare ha progettato e realizzato il primo impianto in Italia che produce energia elettrica da 1,5 MW e combustibile (CDR) attraverso la digestione aneoribica dei rifiuti a Bassano del Grappa, impianto capace di trattare 44.200 t/a di rifiuti tal quali, 8.200 t/a di materia organica e 3.000 t/a di fanghi. Tra i suoi 25 impianti dislocati su tutto il territorio nazionale il più grande è invece il termovalorizzatore in progetto in Sicilia con una potenzialità di trattamento di 405.000 t/a e quale parte di un sistema integrato di gestione dei rifiuti dell’area di Catania e Messina supportato anche da due impianti di trattamento e biostabilizzazione da 345.000 t/a che produrranno compost. _________________
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tanit

Registrato: 31/05/06 20:04 Messaggi: 2639 Residenza: Pantelleria
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Inviato: Ven Mag 16, 2008 7:56 am Oggetto: |
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L'ho trovato, si chiama "Thor"
In onore alla dea Hathor?
eccolo
Quanto sia oneroso e problematico il trattamento dei rifiuti, lo dimostra la “tragedia” della Campania alla quale media e istituzioni stanno prestando la loro allarmata attenzione in questi giorni.
Ma i rifiuti solidi urbani, com’è noto, possono rappresentare anche una risorsa.
In questa direzione va il sistema ”Thor” sviluppato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche insieme alla Società ASSING SpA di Roma, che permette di recuperare e raffinare tutti i rifiuti e trasformarli in materiali da riutilizzare e in combustibile dall’elevato potere calorico, senza passare per i cassonetti separati della raccolta differenziata.
Thor (Total house waste recycling - riciclaggio completo dei rifiuti domestici) è una tecnologia ideata e sviluppata interamente in Italia dalla ricerca congiunta pubblica e privata, che si basa su un processo di raffinazione meccanica (meccano-raffinazione) dei materiali di scarto, i quali vengono trattati in modo da separare tutte le componenti utili dalle sostanze dannose o inservibili.
Come un ‘mulino’ di nuova generazione, l’impianto Thor riduce i rifiuti a dimensioni microscopiche, inferiori a dieci millesimi di millimetro.
Il risultato dell’intero processo è una materia omogenea, purificata dalle parti dannose e dal contenuto calorifico, utilizzabile come combustibile e paragonabile ad un carbone di buona qualità.
Il primo impianto Thor, attualmente in funzione in Sicilia, riesce a trattare fino a 8 tonnellate l’ora e non ha bisogno di un’area di stoccaggio in attesa del trattamento; è completamente meccanico, non termico e quindi non è necessario tenerlo sempre in funzione, anzi può essere acceso solo quando serve, limitando o eliminando così lo stoccaggio dei rifiuti e i conseguenti odori.
Inoltre, è stato progettato anche come impianto mobile, utile per contrastare le emergenze e in tutte le situazioni dove è necessario trattare i rifiuti velocemente, senza scorie e senza impegnare spazi di grandi dimensioni, con un costo contenuto: un impianto da 4 tonnellate/ora occupa un massimo di 300 metri quadrati e ha un costo medio di 2 milioni di euro.
L’impianto può essere montato su un camion o su navi.
In quest’ultimo caso, la produttività di un impianto imbarcato può salire oltre le dieci tonnellate l’ora e il combustibile, ottenuto dal trattamento, reso liquido da un ‘pirolizzatore’, può essere utilizzato direttamente dal natante o rivenduto all’esterno.
Un esempio concreto delle sue possibilità?
“Un’area urbana di 5000 abitanti produce circa 50 tonnellate al giorno di rifiuti solidi”, informa il ricercatore.
“Con queste Thor permette di ricavare una media giornaliera di 30 tonnellate di combustibile, 3 tonnellate di vetro, 2 tonnellate tra metalli ferrosi e non ferrosi e 1 tonnellata di inerti, nei quali è compresa anche la frazione ricca di cloro dei rifiuti, che viene separata per non inquinare il combustibile”.
Il resto dei rifiuti è acqua, che viene espulsa sotto forma di vapore durante il processo di micronizzazione.
Il prodotto che esce da Thor è sterilizzato perché le pressioni che si generano nel mulino, dalle 8000 alle 15000 atmosfere, determinano la completa distruzione delle flore batteriche, e, inoltre, non produce odori da fermentazione: resta inerte dal punto di vista biologico, ma combustibile”.
Un’altra applicazione interessante di Thor, utile per le isole o le comunità dove scarseggia l’acqua potabile, consiste nell’utilizzazione dell’energia termica prodotta per alimentare un dissalatore, producendo acqua potabile e nello stesso tempo eliminando i rifiuti soldi urbani. _________________
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franceschilla
Registrato: 14/02/08 01:19 Messaggi: 205
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Inviato: Mar Mag 20, 2008 8:10 pm Oggetto: |
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Ieri mi è saltato il post, nerviiiiiiiiii, riscrivo.
-il Thor qua sopra ha solo un’assonanza con la “torcia al plasma”, vero? Perché non ho ancora capito che cos’è sta torcia e perché per alcuni sarebbe alternativa valida e per altri tossica/nociva.
-Non mi è chiara la comparazione (non so se nemmeno sia stata fatta da qualcuno ma spero di sì, con tutti sti cervelloni a zonzo): comparazione tra un sistema come Thor e il riciclo che viene fatto nel centro da me linkato in salotto. Secondo me il riciclo 100% sarebbe più auspicabile ma non escludo che per motivi che io non conosco le due soluzioni siano affiancabili.
-Non mi è chiara quella frazione tossica-nociva-inservibile, residuo del Thor, … che cosa ci fanno? Come la smaltiscono?
-Non mi è chiaro ugualmente come smaltiscono il problema più importante anche dei più avanzati termovalorizzatori, che è proprio quella frazione e anche le ceneri residue del processo.
-Non conosco , nei processi di riciclo (ma qui posso andare appunto al centro) come gestiscono le emissioni date dal ciclo produttivo: per fondere una plastica ad esempio e farne uscire un altro prodotto, ci vogliono alte temperature e presumo emissioni nell’ambiente… cioè si ripropone sempre il problema dell’inceneritore o no? (qua mi sento molto ignorante)
Impianti di compostaggio: ho un’idea tutta mia. Sti grandi impianti costruiti apposta, costeranno un sacco… eppure penso che in molti casi siano inevitabili. Ma penso che siano inevitabili solo per rifiuti tipo di luoghi di vacanza, ristoranti e realtà a fortissima prevalenza di residenze metropolitane.
Però io pensavo che…. Nella mia zona (campagna) moltissima gente, la maggioranza, fa il compostaggio a casa, tutti hanno come minimo quei due metri di giardino. E allora pensavo che: secondo me tutta Italia, compresa la gente in appartamento con terrazzino, potrebbe fare il compostaggio. E chi non ce l’ha? O chi non lo vuole fare? Invece di costruire costosissimi impianti basterebbe dedicare parte delle isole ecologiche (centri raccolta differenziata, da me molto capillari, altrove non so) alla raccolta del materiale-compost, oppure fare delle isole apposite dove “rimestare il tutto”, basterebbe come nelle isole già esistenti mettere una persona all’entrata per il controllo di ciò che viene conferito e questo eviterebbe anche tutto quel lavoro che devono fare gli impianti per dividere ciò che è compostabile da ciò che non lo è.
Inoltre, ci sarebbe anche una soluzione più immediata per risolvere gravi situazioni (tipo Napoli ma non solo): gruppi di persone autonomamente gestiti che si accordano per portare i rifiuti-cucina nell’appezzamento di terreno che uno di loro mettesse a disposizione (poi si possono dividere il compost prodotto se lo vogliono per i fiorellini casalinghi oppure lasciarlo là ad incoltare il terreno e i nostri terreni ne hanno molto bisogno dopo anni di agricoltura convenzionale). Io vedrei gruppi piccolissimi per non fare troppo casino e discussioni.
Sempre per cercare di risolvere situazioni gravi: perché delle persone amiche (per iniziare) non si accordano per conferire presso amici di comuni limitrofi almeno la frazione riciclabile?
Faccio un esempio: nel mio comune paghiamo sulla base del secco non riciclabile che viene misurato in base agli svuotamenti. Per tutto il riciclabile posso conferire quanto voglio senza differenze nella bolletta: quindi potrei accogliere ad esempio le bottiglie di vetro o plastica di un’amica che non avesse tale raccolta (anche se ormai qua da me si vanno assottigliando drasticamente le liste dei comuni che non attuano le raccolte così fatte, in ogni caso c’è macchia di leopardo in Italia, oh non azzardatevi a mandarmi rifiuti che non vi do l’indirizzo!!!!)
Certo non potrei creare una discarica a casa mia perché credo che il consorzio non me lo permetterebbe e non raccoglierebbe quintali di roba però… pensate a due-tre amiche al massimo per esempio….
E per finire: perché non postiamo piano piano con calma i metodi di raccolta che attuiamo, visto che abitiamo in zone molto diverse? Si potrebbero confrontare e tirare fuori i migliori metodi.
(la mia è molto semplice ma ci vogliono due anni a scrivere tutte le differenziazioni, quindi per quello me la prendo calma).
…se sapete qualche risposta alle mie domande, grazie.
p.s. cos'è la corriera???? |
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matè

Registrato: 31/05/06 20:35 Messaggi: 2055 Residenza: Pisa ma anche Majella, ogni tanto
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Inviato: Mar Mag 20, 2008 8:48 pm Oggetto: |
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| Citazione: | | p.s. cos'è la corriera???? |
| Citazione: | Idea pazza che mi è venuta leggendo dei pof-incontri di Bergamo e dei brada-viaggi a Pantelleria:
perchè non lo chiamiamo
La corriera di Mondo nuovo ?
e tu Tanit, non dirmi che questo non è il posto giusto...... |
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tanit

Registrato: 31/05/06 20:04 Messaggi: 2639 Residenza: Pantelleria
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Inviato: Gio Mag 22, 2008 6:55 am Oggetto: |
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Anche Jacopo Fo si occupa di inceneritori
Mi diverto.
E’ ormai chiaro che dentro i giornali italiani si combatte una battaglia durissima tra i direttori e un pugno di giornalisti che si rifiutano di tacere sempre e comunque.
Così abbiamo delle piccole soddisfazioni: alcune notizie bomba finalmente vengono pubblicate. Non le vedete in prima pagina, non hanno titoli a 9 colonne, non sono correlate da interviste e commenti. Però le notizie escono.
Ad esempio vengono pubblicate sul numero 1052 del Venerdì di Repubblica (16 maggio) a pagina 90 (coincidenza o magia alchemica il fatto che la paura nella Smorfia napoletana corrisponde al numero novanta?).
Ecco l’articoletto, secco secco. Un grande pezzo di sintesi giornalistica, probabilmente contrattato parola per parola in riunioni infuocate dei caporedattori, oppure sfuggito per errore alla penna rossa dei censori… Questo articolo credo che alla fine sia uscito perchè protetto dalla Divina Provvidenza in persona, è comunque stato stampato, nero su bianco, e ci dice che 435 (QUATTROCENTO TRENTACINQUE) ricerche scientifiche internazionali provano un aumento di tumori e nascite malformi spaventoso in prossimità dei termovalorizzatori.
Senza commento. Senza due righe di scuse verso il povero Beppe Grillo accusato con ogni tipo di cattiveria dalle colonne dello stesso giornale per essersi permesso di dire esattamente la stessa cosa: gli inceneritori puoi anche chiamarli termovalorizzatori ma ti ammazzano comunque.
Una nota stilistica che permette di capire appieno il meccanismo perverso utilizzato dai media per rendere di scarso interesse notizie di importanza capitale.
Il titolo può essere un modo per indurre le persone a leggere un articolo oppure a non leggerlo.
Se questo articolo fosse stato: “Aveva ragione Grillo gli inceneritori uccidono!” avrebbe destato grande curiosità. Allora lo hanno intitolato in modo tale da tagliargli le gambe: “Emissioni: Una ricerca francese sottolinea il rapporto diossina-cancro
QUANDO LA SALUTE SE NE VA IN FUMO (TOSSICO).
Capisci l’astuzia: non ti dice che le ricerche sono 435, come viene specificato poi nell’articolo. Non si pronuncia la parola proibita INCENERITORE. Si parla di EMISSIONI… Termine vago come la melma.
Questa tattica in effetti funziona. I lettori accorti dicono: “Però alla fine Repubblica le notizie le dà!” E continuano a comprarla. Mentre il 95 per cento dei lettori, un po’ meno attenti, non si accorge di quella notizia così imbarazzante.
Prova ne è che sono passati 5 giorni dall’uscita del Venerdì e se cerchi sul web: “diossina istituto statale di sorveglianza sanitaria francese”, non trovi niente a proposito di questa colossale notizia!
E non trovi niente neanche se digiti “diossina 435 ricerche PubMed”
Comunque giudica tu: ecco il testo integrale:
“Nelle popolazioni che vivono in prossimità di impianti di incenerimento dei rifiuti è stato riscontrato un aumento dei casi di cancro dal 6 al 20 per cento.
Lo dice una ricerca, resa pubblica dall’istituto statale di sorveglianza sanitaria francese, l’ultima delle 435 ricerche consultabili presso la biblioteca scientifica internazionale Pub Med (www.ncbi.nim.nih.gov) che rilevano danni alla salute causati dai termovalorizzatori per le loro emissioni di diossina, prodotta dalla combustione della plastica insieme ad altri materiali. Questa molecola deve la sua micidiale azione ala capacità di concentrarsi negli organismi viventi e di penetrare nelle cellule. Qui va a “inceppare” uno dei principali meccanismi di controllo del Dna, scatenando le alterazioni dei geni che poi portano il cancro e le malformazioni neonatali.”
(Il pezzo non è firmato ma sta all’interno di una specie di b.ox dentro un articolo di Arnaldo D’Amico.)
Spero ci si renda conto dell’importanza dell’ufficializzazione di una simile notizia: e ti invito quindi a farla girare e ripubblicarla sul tuo sito. Se riusciamo a far sapere a molti italiani come funziona questo giochetto dell’informazione ridimensionata (non censurata, non libera, omogenizzata) potremmo creare qualche altro problema ai signori dei giornali. Loro ormai lo sanno che chi legge i quotidiani poi va su internet…
FACCIAMOLI PIANGERE!
CITIAMOLI A MARTELLO OGNI VOLTA CHE PER SBAGLIO DICONO LA VERITA’.
(Usare la forza dell’avversario per farlo cadere)
fonte immagine:
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franceschilla
Registrato: 14/02/08 01:19 Messaggi: 205
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Inviato: Gio Mag 22, 2008 8:47 pm Oggetto: |
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@matè : grazie
tra pc lento e linea lenta certe volte sono stanca per andare a cercare info
@tanit: non mi confondere ulteriormente le idee
hai pubblicato Thor per dire "che va bene" o "che non va bene"?... perchè ora mi viene il dubbio, ma penso che lo consideravi una tecnologia positiva ( a me i dubbi e le domande sopra rimangono comunque, anche su Thor.... quella pappetta microscopica che ottengono da Thor va sempre bruciata per produrre energia.... o mi sbaglio?)
(in 'sto momento sto scrivendo e seguendo annozero quindi magari scrivo come mi viene )
ma.... jacopo fo vuole scherzare o che cosa? far piangere chiiiiiiiiiiiii ? no, no, non bisogna far piangere nessuno e sprecare nessuna energia in scritti inutili : ma certamente la gente ascolterà jacopo, non certo me.
Bisogna far conoscere le possibilità alternative e completamente sane, a cominciare dal modo in cui si compra e si consuma.... all'inizio su annozero, è comparsa la signora napoletana che diceva/urlava "ma chi sono queste persone che vengono qua e vogliono decidere sulla vita della gente?"
io rispondo " ma sei tuuuuuuuuuuu, sei tuuuuuuuuu quella persona, con ogni tua azione, decisione, a partire da dove hai deciso per mesi di buttare la spazzatura.... magari sopra ai cumuli già esistenti....."
io di per me, se fossi in simile emergenza, non riverserei in strada sacchetti (misti umido e secco e riciclabile) e materassi e mobili e scarpe, ecc ecc - non per la fare la maestrina, spero che non cogliate un aspetto del genere nelle mie parole: io avrei organizzato gite al fine settimana per andare a portare i miei rifiuti nei posti in cui si poteva farlo o in comuni limitrofi organizzati.....
Se adesso voi leggete questa cosa come una critica nordista ai sudisti, io m'in.... ehm... m'ingarbuglio quello che voglio dire è che ci sono AZIONI che si possono fare per cercare di risolvere i problemi e tamponarli dove non arrivano (o delinquono) le amministrazioni. Senza dimenticare di protestare ovviamente, non sto dicendo che bisogna starsene zitti e arrangiarsi.
(e appena posso vi scrivo di un episodio, come ce ne sono tanti al nord -nonostante sembri che si scarichi tutta la m* al sud, di rifiuti pericolosi- tossici nel trevigiano. Non si trova su internet, tanto per allinearmi alla preoccupazione del jacopo - e allo stesso modo non condivido la stessa rassegnazione e attesa della persona vittima di tutto questo, un agricoltore) |
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